Dante Maffia – Anna e Amedeo (2026)

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Il desiderio di scalare l’Olimpo e vivere almeno una stagione con gli dei è implicito negli artisti. Magari celato dentro il suo contrario, sprofondare dentro l’inferno della dannazione di un mondo che vive di altri valori rispetto a quelli dell’arte (dalla prefazione di Fabio Pierangeli).

Descrizione

ANNA E AMEDEO / アンナとアメデオ
Dante Maffia
Prefazione di Fabio Pierangeli
Traduzione in giapponese di Mariko Sumikura
Con note critiche di diciotto autori
Collana Il tè nel deserto – Eudemonia APS, 2026
ISBN 979-12-98587-93-9
In copertina: Amedeo Modigliani, Ritratto di Anna Achmatova (1911)

Un amore brevissimo e intenso, nella Parigi dei primi del Novecento: quello tra la giovane poetessa russa Anna Achmatova, appena sposata e in viaggio di nozze, e il pittore Amedeo Modigliani. Dante Maffia ne fa una storia in versi, scegliendo di dare voce ai due protagonisti e di diventare lui stesso Anna, con «tenerezza di madre, di figlia e di sposa», come scrive una delle note critiche. Ma ascoltiamo anche la voce di Modì, nei versi che il poeta immagina per lui.

Il libro nasce dopo Incontri occasionali, il testo teatrale dedicato dallo stesso autore ai due artisti (La Mongolfiera, 2024), e trae ispirazione dalla testimonianza della stessa Achmatova sul loro incontro. Le poesie attraversano le tappe di questa vicenda diventata quasi leggenda: l’abbaglio e l’innamoramento, lo studio del pittore vissuto come un inferno scambiato per paradiso, Parigi con la sua pioggia e la sua Senna, l’ultimo incontro, la notizia della morte di Amedeo, il ricordo che non si cancella e lo sguardo rivolto all’amato, perduto troppo presto, come in un’elegia. Un’intera vita, quella di Anna, resta segnata da pochi attimi.

Per Fabio Pierangeli questa storia, «paradigmatica di ogni serio rapporto a due» che vuole squarciare il limite, è una silloge «breve quanto luminosa e intensa, tra braci, ghiaccio, pioggia e cielo». Il volume, con il testo italiano a fronte della traduzione giapponese, è completato da una biografia dell’autore e da un’ampia sezione di note critiche firmate, tra gli altri, da Carmine Chiodo, Giuseppe Bova, Luca Benassi, Letizia Leone, Pino Corbo e Antonella Rizzo.

Dante Maffia è poeta, romanziere e saggista, nato in Calabria nel 1946 e residente a Roma. Ha scritto in italiano e in dialetto calabrese e napoletano, ed è tradotto in molte lingue. Ha esordito nel 1974 con Il leone non mangia l’erba, con prefazione di Aldo Palazzeschi. Tra i suoi libri più noti Il romanzo di Tommaso Campanella (Premio Stresa 1997). È stato insignito, tra gli altri, della Medaglia d’oro della cultura e dell’arte, del Premio Giacomo Matteotti e del Premio Madre Teresa di Calcutta. In Giappone, dove sono stati tradotti diversi suoi volumi di haiku, gli è stato intitolato un premio.

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